di Giusy Russo

 

Immaginate un uomo che serve birra al Glastonbury Festival, non ci sarebbe nulla di inusuale se non si trattasse di Jeremy Corbyn, leader del Labour Party. La foto che ritrae la scena è che è stata pubblicata sul suo account Twitter[1] non suscita solo simpatia ma evoca qualcosa di simbolico. Un politico d’altronde chi è se non colui che sa dove andare per incontrare le persone, per ascoltarle e per instaurare con loro un dialogo?

Il consenso politico non deriva solo dalla capacità di convincere gli elettori della bontà delle proprie proposte. Prima è necessario riavvicinarli e indurli ad ascoltare.

In UK alle ultime elezioni non era facile portare le persone alle urne, quel voto non era previsto e sembrava semplicemente un pretesto per dare al Governo pieno mandato su come condurre i negoziati sulla Brexit. Per il partito laburista dato dai sondaggi in forte svantaggio, il compito appariva ancora può arduo. Ecco perché il risultato di Corbyn ha sorpreso. Non solo, a osservare bene i dati si è scoperto infatti che un leader di 68 anni è stato in grado di guadagnarsi la fiducia dei giovani, almeno di quelli che sono andati a votare. YouGov[2] ha intervistato 52615 persone adulte e ha scoperto che i giovani hanno scelto il Labour Party, in particolare il 38% di chi ha tra 18 e 29 anni, il 34% di chi ha tra 30 e 39 anni e il 29% di chi ha tra 40 e 49 anni. Le percentuali corrispondenti alle medesime fasce di età, favorevoli ai conservatori sono rispettivamente 13%, 18% e 25%. Nel grafico di YouGov si nota però una fascia grigia, quella dell’astensione, ancora troppo larga tra giovani e giovanissimi, addirittura del 40% per chi ha tra 18 e 29 anni. La stima della percentuale dei votanti tra i 18 e i 24 anni è del 58%, 11 punti in meno del dato medio, mentre quella degli ultra settantenni è addirittura dell’84%. Corbyn dovrà ripartire da lì e lo sta già facendo. Ecco quindi che sabato 24 giugno è salito sul palco del festival di Glastonbury. Prima ha ringraziato Michael Eavis, il padre della manifestazione, colui che di fatto la rende possibile, poi ha evidenziato come quelle persone riunite lì in nome della musica rappresentino un messaggio chiaro per chi invece di ponti, vuole costruire muri e barriere tra le persone. Le parole di Corbyn sono state semplici, dirette, hanno ricordato lo scopo della politica tanto elementare quanto talvolta dato erroneamente per scontato: quello di occuparsi della vita quotidiana delle persone. Ha detto di essere orgoglioso della campagna elettorale fatta e di essere contento di aver coinvolto i giovani.[3] Il Guardian ha chiesto al leader laburista cosa intende offrire a questa categoria, “innanzitutto la speranza, perché i giovani hanno molta paura” è stata la risposta. Secondo Corbyn è molto lo stress nell’affrontare una realtà che pare ostacolare i talenti invece di incoraggiarli, tanto che chi non riesce a pagare le tasse per l’istruzione si vede costretto a rinunciare all’università o a indebitarsi, quando al contrario si potrebbe tassare chi ha di più per trovare le risorse necessarie.[4]

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